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Delitto ed Archeologia


di Delphine Peresan-Roudil

(trad. Marco Bena)

Agli inizi degli anni ‘30, la celebre scrittrice Agatha Christie è indaffaratissima.

Si è appena sposata in seconde nozze con un giovane archeologo, Max Mallowan.

[caption id="" align=“alignleft” width=“302”] Agatha Christie con Max Mallowan[/caption]

La loro unione fa scandalo: lei è divorziata ed anglicana, mentre lui, di 15 anni più giovane, è cattolico e totalmente estraneo alla letteratura gialla… ma che importa! sono felici così.

Questo matrimonio, però, fa nascere in Agatha Christie la passione per l’archeologia e l’Oriente, che ispireranno la trama di “Omicidio in Mesopotamia”.

La romanziera segue il marito negli scavi in medio Oriente, tra cui quello nell’antica città di Nimrud: lo assiste nelle ricerche, etichettando e fotografando i reperti trovati, ed un giorno le viene affidato un incarico di fiducia…

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Viene incaricata, infatti, di liberare una piccola scultura antica in avorio dalla sua crosta di fango secco. Nel periodo neo-assiro, queste statuette erano destinate ad ornare i mobili di lusso.

Per questo lavoro di precisione, la regina del crimine si arma… dei suoi ferri da maglia! E per inumidire la terra e togliere la polvere, Agatha non esita ad usare la sua crema da giorno! Nel suo diario, descrive la sua emozione: “Poco a poco, la testa è emersa, protetta dalla sua ganga di terra da quasi duemila e cinquecento anni.”

Quello che le apparve era un viso femminile.

Questa dama dal sorriso enigmatico non vi ricorda nulla? Gli archeologi vi hanno riscontrato una somiglianza con il sorriso della celebre Gioconda di Leonardo, e l’hanno soprannominata la Mona Lisa di Nimrud!

[caption id="" align=“alignleft” width=“250”] Figura decorativa in avorio, epoca neo-assira (VIII sec. A.C.) Museo Nazionale d’Archeologia di Bagdad, Iraq[/caption]

[caption id="" align=“alignright” width=“414”] Leonardo da Vinci: “La Gioconda” (1506) Museo del Louvre, Parigi[/caption]