Calorimetria contemporanea
Vorrei invitare le amiche e gli amici che esternano sui social la loro insofferenza al caldo di questi giorni a riflettere su un alcuni elementi.
⚠️ Percezione del caldo: non è solo fisica
La temperatura “reale” è un dato oggettivo, ma la temperatura percepita è una costruzione soggettiva che dipende da fattori fisici (umidità, abbigliamento, ecc.) e da fattori psicologici (attenzione, stato emotivo, contesto).
Diversi studi mostrano che ansia, stress e stato emotivo possono ridurre l’efficienza della termoregolazione e farci sentire più caldo rispetto ad altre persone esposte allo stesso ambiente.

⚠️ Rumination, attenzione e “loop mentale”
Quando ci si ripete continuamente “che caldo, non ce la faccio”, si sta focalizzando l’attenzione sui segnali corporei legati al calore.
Questa focalizzazione attentiva rafforza il segnale nel cervello: il corpo invia gli stessi input, ma la mente li amplifica, portando a una temperatura percepita più alta di quella effettiva (es. percepire 34 °C quando il termometro ne segna 32).
⚠️ Alliestesia: lo stato interno cambia la sensazione
In fisiologia e psicologia si parla di alliestesia: la percezione di uno stesso stimolo cambia a seconda dello stato interno dell’organismo.
Esiste una “alliestesia termica”, in cui caldo e freddo possono essere percepiti come più o meno piacevoli o intensi in base a fatica, stato emotivo, livello di stress, ecc., anche a parità di temperatura esterna.

⚠️ Stato emotivo, ansia e caldo
Stati d’ansia o di agitazione sono associati a una peggiore capacità di termoregolazione, con tempi più lunghi per adattarsi alla temperatura e sensazioni di caldo più intense e durature.
Nel disturbo d’ansia, il caldo può addirittura evocare sensazioni tipiche di panico (cuore che batte forte, sudorazione), creando un circolo vizioso in cui la percezione del caldo peggiora l’ansia e viceversa.
⚠️ “Interpretazione” del caldo da parte del cervello
La percezione del caldo è il risultato dell’integrazione tra segnali fisici e contesto psicologico: ambiente, aspettative, significato che attribuiamo alla situazione.
Per esempio, in vacanza all’ombra gli stessi 33 °C possono risultare tollerabili, mentre in un autobus affollato 28 °C possono essere percepiti come insopportabili, a parità di temperatura misurata.
Ricercatori come Piedmont, Raynaud e altri hanno trovato che ansia e stress riducono la capacità di termoregolare, aumentando il tempo necessario per sentirsi “meno caldo”.
Uno studio sulla soglia di percezione della temperatura recente indica che siamo in grado di avvertire variazioni di meno di 1 grado, a conferma di quanto la percezione termica sia sensibile.
Quindi: smettetela di lamentarvi e c’è la possibilità che avvertiate il caldo di meno. Infine, giusto per metterci l’anima in pace: l’aumento delle temperature NON è un fa(t)to eccezionale. Sarà sempre peggio.
E la causa di questo peggioramento è principalmente (e quasi unicamente) una sola: è colpa nostra.
Però, mi rendo conto che è più facile postare la propria indignazione per il sudore del vicino, piuttosto che fare davvero qualcosa per ridurre le cause all’origine di questo disastro annunciato.