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FÉNIS, storia di un castello immortale


Nei giorni scorsi, di ritorno da Milano, mi sono fermato a Fénis a visitare il suo castello medievale.

Fénis è una piccola località a pochi chilometri da Aosta, dove sorge un maniero costruito su una piccola collina e che ha visto scorrere la Storia di questo angolo di Val d’Aosta durante gli ultimi 700 anni.

LE ORIGINI

Il castello fu edificato dalla famiglia Challant, vassalli dei Savoia nella zona, partendo da una struttura semplice, composta dalla torre quadrata (il mastio o donjon), dalla torre colombaia, una costruzione abitativa molto essenziale ed una cinta merlata singola, eretta nei primi decenni del 1200.

Viene nominato per la prima volta in un documento ufficiale nel 1242, indicato come castrum Fenitii, in quanto proprietà del visconte di Aosta Gotofredo di Challant e dei suoi fratelli.

  • Affresco raffigurante San Cristoforo, protettore dei viaggiatori

Il fatto che sia stato costruito su una morbida collina, a differenza degli altri numerosi castelli valdostani, può suggerire che non avesse particolari scopi militari, ma piuttosto fosse sede di un tribunale e che la sua esistenza fosse un elemento di prestigio per i suoi proprietari.

I lavori di ampliamento del castello, in effetti, furono realizzati soprattutto tra il 1320 ed il 1420, da quando Aimone di Challant ereditò il maniero dal nonno, Ebalo Magno.

Ma fu il figlio di Aimone, Bonifacio I, a dare al castello il volto attuale, trasformando l’impianto trecentesco in un edificio più in linea con le esigenze di vita cortese del ‘400.

Nel 1426, con la morte di Bonifacio I, inizia il declino del castello. Unici elementi di valore aggiunti da Bonifacio II, suo erede, furono gli affreschi nel cortile orientale commissionati a Giacomino da Ivrea.

Nel 1705 muore Antonio Gaspare Felice, ultimo erede della famiglia, e la proprietà del castello passa a suo cugino Giorgio Francesco di Challant Châtillon. Quest’ultimo, nel 1716, è costretto a vendere per 90.000 lire il maniero a Baldassarre Saluzzo di Paesana, per ripianare gli ingenti debiti accumulati nel frattempo.

Da quel momento la decadenza del castello raggiunge il suo apice, con molteplici passaggi di proprietà accompagnati dal progressivo abbandono e dalla spoliazione di tutti i suoi arredi originali.

Trasformato anche in casa colonica, fienile e ricovero per il bestiame, per il castello di Fénis sembrava giunto il momento della rovina definitiva.

  • Modello del Castello

  • Gli affreschi del cortile, con i colori del casato Challant

  • Affresco del cortile interno

  • Oggetti medievali delle valli alpine

  • Il camino della cucina

  • La cappella privata

  • Cappella: lato dell’altare con affreschi degli apostoli e di alcuni santi

  • Cristo ligneo ritrovato nella chiesa di Fénis nel 1700

  • Camino del salone del tribunale

  • La differenza tra le finestre del 1300 e quelle del 1400. Anche il pavimento è stato ribassato

  • Sala da pranzo patronale

  • particolare del lavabo della sala da pranzo

  • Camino della camera da letto del conte

  • Dettaglio del camino con simbolo araldico

  • Camera da letto del conte (letto non originale)

  • Cassapanca per corredo (provenienza Savoia)

LA RINASCITA

Il 3 settembre 1895 Giuseppe Rosset, console italiano a Odessa e figlio di Michele Baldassarre, cedette il maniero per 15.000 lire allo Stato Italiano per mano di Alfredo d’Andrade, il quale trattava da anni la sua acquisizione. Il castello di Fénis era già stato usato da d’Andrade alcuni anni prima come modello per il cortile del Borgo Medievale di Torino.

D’Andrade iniziò una paziente opera di recupero del castello, a partire dal 1898, cercando soprattutto di ricostruire quanto era andato perduto negli ultimi due secoli.

Una seconda campagna di restauri ebbe luogo a partire dal 1935, a cura dell’allora Ministro dell’Educazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi e dell’architetto Vittorio Mesturino, che vollero accentuare l’aspetto medievale del castello, compromettendo in parte la leggibilità della struttura originaria.

Durante questa campagna di lavori si decise inoltre di allestire nel castello un museo dell’ammobiliamento valdostano, arredando nuovamente le stanze ormai prive del mobilio originale con una serie di mobili reperiti sul mercato dell’antiquariato, ben pochi di origine valdostana.

Il castello, dichiarato monumento nazionale nel 1896, è ora proprietà dell’amministrazione regionale della Valle d’Aosta ed è visitabile tramite visite guidate acquistabili on-line.

IL CASTELLO OGGI

Attualmente il castello di Fénis è una delle principali attrazioni turistiche della Valle d’Aosta ed è visitato da più di 80.000 persone ogni anno.

Nel 1985 sono stati girati nel castello gli esterni del film Fracchia contro Dracula di Neri Parenti. Nel 2006 il maniero è stato usato come set per alcune scene della miniserie televisiva La Freccia Nera.

Nel 1976, le Poste Italiane hanno dedicato al castello un francobollo da 150 lire nell’ambito della quarta emissione della serie Turistica[63].

Nel 2013, la zecca italiana gli ha dedicato una moneta della serie ‘Italia delle Arti’ da 10 Euro con finitura a fondo specchio. Sul diritto è ritratto il castello mentre sul rovescio è rappresentato l’affresco di San Giorgio.

Un’ultima nota che va segnalata è che nessun castello della Val d’Aosta, con esclusione del Forte di Bard (distrutto da Napoleone I), non è mai stato espugnato dall’esercito invasore.

https://youtu.be/Kocfxr2-W6c