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Facebook e il Verme Solitario


Ormai è ufficiale: per ricevere ed inviare messaggi privati via Facebook è necessario installare Messenger su smartphone e tablet.

Infatti, non è più possibile utilizzare il servizio attraverso il browser internet del proprio apparecchio.

Dopo lunghe settimane di “avvertimenti”, l’azienda di Zuckerberg ha sferrato l’attacco finale ai nostri telefoni e ai nostri tablet, dimostrando finalmente la bulimia tecnologica di cui soffre. Un vero e proprio verme solitario perennemente affamato di Megabyte.

Installare Messenger, infatti, fa “scomparire” dai nostri device circa 100 MB di memoria per l’installazione, più la quantità di dati che vanno ad accumularsi con l’impiego quotidiano. Una chatroom usata da tutti, studenti e disoccupati, casalinghe e professionisti, giovani e diversamente giovani, smanettoni e persone dalla scarsa confidenza con la tecnologia.

Se prendiamo in considerazione anche l’applicazione iniziale di Facebook, quella per la gestione delle pagine ed applicazioni collegate (se non altro da rapporti di parentela aziendale, essendo della stessa proprietà), come Whatsapp ed Instagram, ci possiamo rendere conto facilmente di come circa 500 MB di preziosissima memoria dei nostri telefoni vengano fagocitati da Mark Zuckerberg e le sue creature.

Anche nell’Internet in mobilità sta accadendo qualcosa di analogo a ciò che viviamo da anni con l’industria dell’auto?

Da un lato, veicoli sempre più veloci e performanti imbottigliati in un traffico insostenibile, con limiti di velocità che dovrebbero porre una domanda basilare (“perchè devo acquistare un’auto che può andare a 200 km/h quando normalmente non riesco a superare gli 80?”), dall’altro telefoni e tablet sempre più potenti caricati di applicazioni pesantissime e che zavorrano memoria e batteria in maniera altrettanto insostenibile.

Non so voi, ma io non ho la minima intenzione di installare Messenger ed altre applicazioni collegate solo per permettere a Facebook di monopolizzare (insieme a Google) il modo in cui comunico on-line. E il giorno in cui non potessi più utilizzare il social network più diffuso al mondo dal browser del mio PC me ne farò una ragione.

Tornerò a scrivere lettere e cartoline ad amici vicini e lontani.

(i commenti sono in francese, ma credo non abbiano bisogno di traduzione)