Frontiere
Le frontiere sono diventate un elemento geografico avvertito sempre meno, negli ultimi decenni.
https://youtu.be/7q1wx\_0\_s3Q
Grazie alla politica di integrazione europea, i confini sono diventati sempre più impalpabili, permettendo ai cittadini di spostarsi nei paesi dell’area Schengen in modo libero e senza particolari vincoli burocratici.
Ci sono situazioni, per contro, in cui ci si ritrova “dentro” una frontiera, provocando spesso un senso di sorpresa e di novità in chi la vive.
Abitando a Ferney-Voltaire, enclave francese in territorio svizzero, sperimento continuamente questa sensazione, perchè ci si ritrova ad entrare ed uscire da entrambi i paesi senza soluzione di continuità.
La Svizzera non fa parte della Comunità Europea, ma ha aderito al trattato di Schengen, permettendo quindi a tutti i cittadini europei il libero transito alle proprie frontiere.
Tuttavia, la Storia di queste frontiere è ricca di elementi che ci permettono di rivivere un tempo in cui tutto questo non era possibile, dimostrando come l’evoluzione dei confini in un piccolo angolo d’Europa possa rappresentare concretamente un cambiamento epocale che molti danno troppo spesso per scontato.
Qualche giorno fa ho fatto una breve passeggiata lungo uno di questi confini, scoprendo testimonianze concrete di un passato che è lontano solo in apparenza e che mi ha spinto a studiare un po’ meglio un pezzo della Storia comune tra Francia e Svizzera.
La foto a sinistra è stata scattata nei campi di girasoli tra Meyrin (Svizzera) e Prevessin-Moëns (Francia), dove corre il confine che proviene da nord-est, dalla frontiera con la Germania, scendendo attraverso il massiccio del Jura (visibile sullo sfondo), fino quasi a Ginevra.
Qui la frontiera attraversa gli impianti del CERN (l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare), tra cui il famoso tunnel del Large Hadron Collider (LHC).
Poi prosegue, attraversando il Rodano prima di raggiungere la riva meridionale del Lago di Lemano, tra Chens-sur-Léman (Francia) e Hermance (Svizzera).
La frontiera passa quindi in mezzo al lago per una cinquantina di kilometri, raggiunge il villaggio di Saint-Gingolph e continua il suo viaggio verso l’Italia, attraverso le Alpi.
La Storia
Con la Riforma religiosa del 1536, Ginevra si proclama Repubblica Libera e Protestante, conservando la sua indipendenza fino alla Rivoluzione francese.
All’epoca i territori ginevrini sono divisi in 5 zone: Ginevra città, ad ovest Satigny-Chancy, Gy-Jussy ad est, Genthod et Céligny sulla riva settentrionale del lago.
Nel 1754, un primo trattato firmato a Torino tra la Repubblica di Ginevra ed i Savoia definisce uno scambio di terreni. Quarant’anni dopo, la Francia annette il settore e fa di Ginevra il capoluogo della provincia del Lemano.
Successivamente, la sconfitta di Napoleone a Lipsia nel 1813 consente alla Svizzera di liberarsi e di concludere il Patto Federale del 7 agosto 1815.
I cantoni del Valais, di Neuchâtel e di Ginevra si uniscono alla Confederazione elvetica.
Per facilitare le connessioni territoriali con Ginevra, la Francia, allora detentrice dei pays de Gex, cede il comune di Versoix. La sola città di Saint-Julien-en-Genevois, inizialmente inserita nel cantone, si vedrà consegnata nel 1816 al Regno di Sardegna, del quale farà parte fino alla cessione della Savoia alla Francia, quarant’anni più tardi.
Frontiera a Delle-Boncourt: a sinistra la Francia, a destra la Svizzera.
Qui il collegamento ciclabile franco-svizzero attraversa il confine.
[foto di Thomas Bresson]
Il tracciato di demarcazione franco-svizzero non subirà particolari variazioni dopo il 1816, anche se non ha cessato di essere interessato da ri-sistemazioni, urbanizzazioni impreviste, variazioni nelle canalizzazioni dei corsi d’acqua e cancellazioni o ripristini di alcuni punti di riferimento.
Per esempio, nel 1962**, l’Aeroporto di Ginevra si è espanso in territorio francese,** il comune di Soral è stato riconfigurato nel 2000 o ancora il Nant de l’Ecra(z) è stato scambiato per servire da supporto alla frontiera del CERN nel 2003.
La G ginevrina impressa in una pietra miliare
Il Giglio di Francia in un’altra pietra miliare