Grandi Donne Parigine: MARIA SALOMEA SKLODOWSKA
È probabile che il nome non dica granchè alla maggioranza dei lettori, perché questa donna è conosciuta soprattutto con il cognome da sposata.
Io considero più corretto ricordarla con il suo cognome di nascita, perché Maria Sklodowska fu sempre legatissima alla madre patria.
Nata a Varsavia il 7 novembre del 1867, arrivò a Parigi per i suoi studi, dal momento che l’Università di Varsavia al tempo accettava solo studenti maschi.
Nonostante avesse ottenuto dei risultati molto brillanti, infatti, fu costretta ad iscriversi ad un’università clandestina dedicata proprio alle ragazze polacche desiderose di avanzare negli studi.
Nel 1891 arriva a Parigi, dove frequenta la Sorbonne e riesce a continuare i suoi studi tra mille sacrifici. Raccontava che in quegli anni, per sostenersi, spesso si poteva permettere di mangiare solo del pane imburrato e del tè.
Quattro anni dopo accetta di sposare Pierre Curie, dopo aver respinto la sua proposta di matrimonio per ben due volte: Maria era determinata a tornare in Polonia, dove voleva contribuire attraverso l’istruzione alla lotta contro l’occupazione russa di quel periodo.
L’unione con Pierre si rivelerà una risorsa fondamentale per entrambi. Un uomo ed una donna con gli stessi talenti, gli stessi interessi ed una voglia irrefrenabile di conoscenza e di scoprire nuovi orizzonti per la scienza.
«La vie n’est facile pour aucun de nous. Mais qu’en est-il de cela? Nous devons faire preuve de persévérance et surtout de confiance en nous-mêmes. Nous devons croire que nous sommes doués pour quelque chose et que cette chose doit être atteinte ».
Marie Sklodowska
Sarà proprio Pierre ad imporre al comitato scientifico del Nobel di inserire il nome della moglie (insieme a quello di Henri Becquerel, loro collaboratore) nel momento della prima candidatura, nel 1903.
Maria Sklodowska sarà la prima donna a ricevere il premio Nobel, per le sue ricerche sulla radioattività (provate ad indovinare perché il polonio si chiama così?..), dopo essere stata la prima donna a ricevere un dottorato dall’Università di Parigi.
Questo successo le infonderà ulteriore ottimismo ed entusiasmo per la sua ricerca, anche se solo tre anni dopo, nel 1906, perderà l’amatissimo Pierre, investito da una carrozza a cavalli in una strada di Parigi.
Ma la tenacia di questa donna è incrollabile. Il laboratorio dove conduce le sue ricerche diventa la sua abitazione e nel 1911 le viene tributato il suo secondo Nobel, questa volta per la Chimica, per avere isolato il radio.
Durante la Grande Guerra condurrà lei stessa al fronte un camion che ha attrezzato con le prime macchine sviluppate per la radiografia (foto a lato), per mettere la sua scoperta a disposizione dei feriti.
Iniziativa che la porterà a diventare la prima direttrice del servizio di radiologia della Croce Rossa.
In quell’occasione sarà accompagnata dalla figlia Iréne, che a 17 anni inizierà a seguire le orme parentali a tempo pieno e che a sua volta riceverà un altro premio Nobel per la Chimica, nel 1935, insieme al marito Frédéric.
Quindi, non solo Maria è stata la prima donna a ricevere un Nobel e l’unica scienziata al mondo a vincerlo due volte (e per due discipline differenti), ma insieme alla figlia i Nobel diventano tre.
Un primato che nessuna famiglia può vantare, considerando che 45 nazioni sono arrivate a malapena ad un massimo di due premi.
Come abbiamo visto, è stata la prima donna a ricevere un dottorato alla Sorbonne, ma è stata anche la prima donna ad insegnarvi.
Ha identificato la radioattività, individuando il radio ed il polonio e la radioterapia come primo strumento di cura contro il cancro.
Conférence Internationale de Solvay en octobre 1927.
Les scientifiques les plus intelligents du monde réunis à Bruxelles pour échanger des idées sur la théorie quantique.
Maria, en premier rang, est la seulle femme
Maria Sklodowska è considerata, a giusto titolo, la madre della Fisica moderna ed è stata la prima donna ad essere inumata al Panthéon.
Una leucemia, legata ad un’anemia aplasica causata dalla continua esposizione al radio, la ucciderà il 4 luglio del 1934
I suoi appunti, gelosamente custoditi alla Bibliothèque Nationale di Parigi dentro dei contenitori di piombo, saranno ancora radioattivi per almeno altri 1.500 anni.
Quando un giornalista le chiese cosa significasse sposare un genio, lei rispose: “andate a chiederlo a mio marito!..”