Il segreto dell'abate Saunière: tesori, pergamene e il mistero di Rennes-le-Château
Nel sud della Francia, in fondo a una strada che quasi nessuno percorre, si arrocca su una collina un villaggio di appena duecento abitanti. Il suo nome è Rennes-le-Château, nel dipartimento dell’Aude, e ospita una chiesa cattolica che, a uno sguardo distratto, sembra come tante altre. Chi però ne varca la soglia si trova davanti una statua tutt’altro che consueta: un demone in ginocchio, che sorregge sulle spalle la vaschetta dell’acqua santa. Sul suo basamento, scolpita nella pietra, un’iscrizione latina non lascia dubbi sulle intenzioni di chi l’ha voluta: “Terribilis est locus iste”, “questo luogo è terribile”.
L’uomo che ha messo quel demone all’ingresso della propria chiesa era il parroco del villaggio: Bérenger Saunière.
“Les Bergers d’Arcadie” di Nicolas Poussin (Louvre, Parigi), il dipinto al centro di una delle teorie più discusse legate al mistero di Rennes-le-Château.
Da curato povero a “curato dei miliardi”
Nel 1885 Saunière, allora trentatreenne, viene nominato parroco di Rennes-le-Château. Il villaggio è povero, la chiesa è in rovina e il suo stipendio è talmente magro da costringerlo a cucinarsi da solo i pasti. Sei anni più tardi, nel 1891, il vescovado gli concede dei fondi per restaurare l’edificio, dedicato a Santa Maria Maddalena. Durante i lavori sull’altare, secondo il racconto che è diventato leggenda, Saunière scopre che uno dei pilastri che sorreggono la mensa è cavo: al suo interno ci sarebbero stati alcuni rotoli di pergamena.
Da lì in avanti la sua vita cambia radicalmente. Il parroco compie un viaggio a Parigi, dove avrebbe incontrato ambienti esoterici legati alla chiesa di Saint-Sulpice e, secondo alcune versioni della storia, la celebre soprano Emma Calvé, una delle cantanti liriche più famose della sua epoca. Al suo ritorno a Rennes-le-Château, il curato povero diventa improvvisamente ricco: acquista terreni, fa arrivare operai da fuori paese e costruisce la Villa Béthanie e la torre Magdala, che domina l’intera valle. I compaesani cominciano a chiamarlo, non senza ironia, “il curato dei miliardi”.
Quando il vescovado gli chiede conto dell’origine di questa fortuna, Saunière parla di donazioni anonime da parte di benefattori. Le indagini successive rivelano però un sistema ben diverso: l’abate avrebbe accettato migliaia di offerte per la celebrazione di messe da parte di fedeli di tutto il mondo, in una quantità talmente sproporzionata da rendere fisicamente impossibile celebrarle tutte. Nel 1910 la vicenda diventa un caso ecclesiastico ufficiale e Saunière viene processato da un tribunale della Chiesa, che nel 1911 gli sospende le funzioni di parroco.
La comunicazione dell’amministrazione diocesana di Carcassonne del dicembre 1911, che priva l’abate Saunière dei suoi poteri sacerdotali.
Una chiesa che racconta un’altra storia
Se il “traffico di messe” spiegherebbe, almeno in parte, la sua ricchezza, non spiega però le scelte compiute da Saunière nel restauro della sua chiesa. Oltre alla statua del demone, all’interno dell’edificio la Via Crucis è numerata al contrario, come se qualcuno avesse deliberatamente rovesciato l’ordine delle cose. Nella quattordicesima stazione, quella che di norma rappresenta la sepoltura di Cristo, Saunière fa raffigurare la scena di notte, sotto una luna piena, con un corpo che sembra più addormentato che morto.
Da qui nascono le domande che hanno alimentato per oltre un secolo la leggenda di Rennes-le-Château: da dove veniva davvero il denaro dell’abate? E cosa avrebbero rivelato quelle misteriose pergamene?
Il filo che lega Poussin, Teniers e il Priorato di Sion
Le pergamene originali di Saunière non sono mai state ritrovate, ma secondo copie che sarebbero circolate a partire dagli anni Sessanta, alcuni testi contenevano messaggi cifrati che, una volta decodificati, farebbero riferimento a due pittori del Seicento: il francese Nicolas Poussin e il fiammingo David Teniers.
È qui che la storia si intreccia con uno dei quadri più discussi della storia dell’arte: “I pastori d’Arcadia” di Poussin, dipinto a Roma attorno al 1637-1638, che ritrae tre pastori e una figura femminile davanti a una tomba con l’iscrizione latina “Et in Arcadia ego”. Alcuni ricercatori hanno notato somiglianze tra il paesaggio del dipinto e un sito reale nei dintorni di Rennes-le-Château, alimentando teorie secondo cui Poussin avrebbe rappresentato un luogo realmente esistente.
Il racconto si allarga poi fino a coinvolgere il Priorato di Sion, una presunta società segreta la cui esistenza fu rivendicata negli anni Cinquanta e Sessanta da un uomo di nome Pierre Plantard, che si autoproclamò “gran maestro” dell’organizzazione e depositò alla Biblioteca Nazionale di Parigi documenti che attribuivano al Priorato una storia lunga secoli, con nomi come Leonardo da Vinci, Isaac Newton e Victor Hugo tra i suoi presunti capi.
Va detto con chiarezza, però, che si tratta di una vicenda che gli storici considerano oggi in larga parte una costruzione moderna. Durante un’inchiesta giudiziaria degli anni Novanta, lo stesso Plantard ammise davanti a un giudice di aver inventato gran parte dei documenti e delle genealogie che collegavano la sua famiglia agli antichi re merovingi. Le pergamene di Saunière, dal canto loro, non sono mai state rinvenute, e diversi studi storici attribuiscono la sua fortuna più semplicemente a un giro di offerte per messe non celebrate, un fenomeno documentato all’epoca (Wikipédia, GEO).
Maria Maddalena e i vangeli apocrifi
C’è infine un ultimo filo che la vicenda ripercorre: quello della figura di Maria Maddalena, alla quale Saunière dedicò la propria chiesa. Per secoli la tradizione l’ha presentata come una prostituta pentita, un’immagine che la Chiesa stessa ha in parte rivisto: nel 1969, con la riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, il Vaticano ha silenziosamente corretto l’errata identificazione di Maria Maddalena con la peccatrice anonima dei Vangeli, senza però un annuncio ufficiale.
Il racconto richiama anche l’esistenza dei cosiddetti vangeli apocrifi, testi cristiani antichi esclusi dal canone biblico ufficiale, tra cui il Vangelo di Filippo, un manoscritto del III secolo ritrovato in Egitto nel 1945 tra le sabbie di Nag Hammadi, che descrive un legame speciale tra Gesù e Maria Maddalena, definendola sua “compagna”.
Storia, leggenda e libertà di lettura
L’obiettivo di un racconto come questo non è mettere in discussione la fede di nessuno, né sostenere che ogni teoria qui esposta sia un fatto storico accertato. È piuttosto un invito a esplorare, con curiosità e senza pretese di verità assoluta, le zone d’ombra che circondano una delle istituzioni più antiche del mondo occidentale e le leggende che, nei secoli, sono nate attorno a essa.
Le pergamene di Bérenger Saunière, quelle vere o quelle presunte, restano introvabili. Rennes-le-Château continua ad arroccarsi sulla sua collina nell’Aude, tra un demone di pietra e un’iscrizione che promette da più di un secolo che “questo luogo è terribile”.
Per approfondire tutta la vicenda, potete guardare il documentario completo: