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Napoleone e l'Europa


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Dopo ben 44 anni, Parigi ospita una mostra su Napoleone ed il suo rapporto con l’Europa.  

Napoleone rappresenta da sempre una croce ed una delizia per la cultura transalpina.

E’ stato l’uomo che ha saputo difendere la Rivoluzione dagli attacchi esterni, ma che l’ha poi trasformata in una monarchia, anzi un Impero, a carattere fortemente personale e familiare.

Forse anche per questo, era dal lontano 1969 che la capitale francese non ospitava una manifestazione dedicata al grande stratega corso. In questi giorni, nel luogo dove riposano le spoglie mortali di Napoleone, viene presentata ai visitatori dell’Hotel des Invalides una bella mostra documentale sul rapporto tra il Generale e l’Europa.

Napoleone, infatti, sognava di federare il Vecchio Continente, beninteso sotto la bandiera francese, però.

E comunque, come sostiene lo storico Thierry Lentz, se davvero aveva un progetto europeo si è proprio scordato di definirlo pubblicamente.

“Più tardi, durante l’esilio a Sant’Elena, affermò di aver voluto federare l’Europa, di farne un blocco nazionale. Durante il suo regno, non ha mai esplicitato lo scopo delle sue guerre e la sua immaginazione ha sostituito il suo progetto. Progetto che, peraltro, ha subito molti cambiamenti tra il 1805, il 1807 ed il 1812… Con Napoleone certamente non si parla ancora di costruire l’Europa, ma egli fa sicuramente parte di quegli uomini - una lunga catena che da Carlo Magno arriva ai dittatori del ‘900 - che hanno tentato di unificare l’Europa attraverso la guerra.”

In realtà , Napoleone non utilizzò solo lo strumento bellico per il suo scopo. Fino al 1814 alcuni Stati trovarono con l’imperatore francese dei punti di accordo geopolitico. Perfino gli Austriaci, paradossalmente, gli devono la mancata invasione della Polonia da parte dei Russi, piuttosto che le mire Prussiane sulla Germania, che Napoleone blocca con iniziative puramente politiche. Fu uno dei primi statisti a comprendere e utilizzare al meglio la propaganda per i suoi scopi, puntando spesso a presentarsi come un grande pacificatore. Ma, soprattutto, furono le riforme amministrative che introdusse nelle zone occupate, e che rappresentarono per esse la fine del feudalesimo, che rafforzarono il potere delle sue conquiste.

Ed emblematico di come, già all’epoca, le guerre fossero innanzitutto economiche, fu il suo rapporto con l’Inghilterra.

La monarchia britannica, infatti, voleva innanzitutto che nessuna potenza avesse il dominio dell’Europa per garantire la libertà dei mercati. Sostenendo potenze di medio livello, la Gran Bretagna puntava sull’idea che le forze navali del proprio principale antagonista non dovessero mai essere superiori alla metà delle proprie. Nel 1815 ottennero ciò che cercavano: le isole, le rotte marittime, il controllo del commercio; per il resto, le frontiere politiche non avevano il minimo interesse strategico. Napoleone dichiarò guerra all’Inghilterra con il blocco navale, applicandolo in maniera sistematica, occupando i porti prima in Olanda, poi nel Baltico, nel 1810. Lui per primo era cosciente della debolezza economica della Francia, a cui nessuno in Europa avrebbe prestato denaro, quando invece gli Inglesi, nello stesso periodo, avevano preso in prestito da sei a sette volte l’intera offerta globale  di moneta.

Con il blocco e con i diritti doganali, quindi, Napoleone fece ciò che voleva, naturalmente anteponendo gli interessi nazionali. Fece morire l’industria della seta in Italia, per favorirne lo sviluppo a Lione; uccise l’industria metallurgica del Granducato di Berg, perché ne approfittassero gli impianti di Le Creusot.

Tuttavia questa strategia fallì proprio a causa della mancanza di una flotta adeguata. Incastrata dal Trattato di Tilsit, che impegnava la Russia ad applicare il blocco all’Inghilterra, la monarchia degli Zar vide crollare del 90% il proprio commercio con l’estero. E’ comprensibile come questo elemento, da solo, contribuì a creare un sentimento di vendetta nei confronti di Napoleone. E la Storia ci insegnò come questo fu l’inizio della sua fine.

Questi e tanti altri aspetti dell’epopea napoleonica sono ben illustrati in una mostra che riesce ad affascinare tanto gli appassionati di Storia quanto i normali turisti che si trovino a visitare l’Hotel des Invalides.

Se venite a Parigi non mancatela, dura fino al 14 Luglio (che coincidenza…)

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