Paese che vai, Burocrazia che trovi
La missione di stamattina: iscrivere Marianna alla scuola materna pubblica per il prossimo anno.
Da qualche giorno i documenti erano ormai tutti pronti. L’ultimo anello della catena era la trascrizione in francese delle vaccinazioni; qui non si fidano molto dei testi in italiano.
Non avendo ancora l’iscrizione all’assistenza sanitaria pubblica, il documento viene fornito da un medico di fiducia in visita privata. Trovato il dottore, grazie ad una vicina di casa italiana che vive qui da un anno e ha un bimbo di cinque anni, abbiamo prenotato l’incontro, fissato due giorni dopo.
In perfetto orario il medico controlla la documentazione originale, scrive di proprio pugno la trascrizione in francese, verifica le eventuali scadenze a venire (Veronica ha quattro mesi e ha fatto solo una vaccinazione finora), mi chede se ho bisogno dell’indicazione di un pediatra per il richiamo della vaccinazione e se desidero fattura della visita.
Pagamento cash direttamente al medico, senza passare dalla segretaria che mi fornisce i moduli per la designazione del medico di fiducia per l’assistenza pubblica, per un totale di 50 euro.
Stamattina, come dicevo, l’atto finale per l’agognata iscrizione alla scuola materna pubblica a partire da settembre.
La Mairie del 16° arrondissement è un bel palazzo storico che incute un po’ di timore, attaccato alla fermata metro di Rue de la Pompe. All’interno poco traffico, nessuno nei corridoi, solo la sicurezza.
Al piano terra allo sportello di accoglienza mi spiegano cortesemente, dopo un attesa pari a zero, dove devo andare per presentare i documenti e dove devo andare, invece, per iscrivere Marianna ai Centre de Loisir (letteralmente “centri ricreativi”).
Infatti in Francia vige ancora (per poco) la regola della chiusura delle scuole il mercoledì, motivo per cui i genitori che lavorano portano i figli in questi centri, che sono ospitati per lo più dalle scuole stesse. Qui i ragazzi possono darsi ad attività diverse dal solito, previo pagamento di una quota annuale rapportata al reddito familiare.
Visite ai musei, attività artistiche, escursioni, tutto quello che può servire per impegnare creativamente i ragazzi a metà settimana, sollevando i genitori da un “buco” gestionale di non poco conto.
Quindi mi reco al secondo piano, dove un impiegato mi accoglie verificando la completezza della documentazione.
Passaporto del papà, “livre de famille” (che viene richiesto sempre in Francia e che non esiste in Italia, dove bisogna richiedere i certificati specifici di volta in volta), l’immancabile contratto di affitto di casa con annessa bolletta utenza (a dimostrazione della domiciliazione reale del nucleo familiare), le famose trascrizioni in francese delle vaccinazioni ed il documento di identità di Marianna. Nel caso specifico il livre de famille viene sostituito da un italianissimo estratto di nascita accompagnato, per sicurezza, da copia dello stato di famiglia.
Controllato: c’è tutto. “Prego, si accomodi dalla collega alla postazione 1”. In pratica, di fronte.
Una signora molto gentile mi fa accomodare su una poltroncina di pelle, prende visione della documentazione, mi chiede alcuni dettagli dei fogli scritti in italiano e, nell’arco di 7 minuti, mi fornisce copia dell’iscrizione di Marianna alla materna vicina a casa e l’elenco delle materne di zona.
Inoltre, mi evidenzia sul foglio il nominativo con il numero di telefono diretto del preside della scuola dove Marianna andrà a partire da settembre, invitandomi a fissare un rendez-vous, un appuntamento, per visitare la scuola e fare conoscenza.
Ringrazio, saluto ed esco dall’ufficio.
Incredulo.
Al piano di sotto, all’ufficio indicato in accoglienza, mi forniscono le informazioni necessarie per l’iscrizione al Centre de Loisir. Manca un documento per completare la pratica, non abbiamo ancora una busta paga per poter versare l’importo dovuto in base al reddito. Arriverà la prossima settimana, con il primo sospirato stipendio, così potremo chiudere anche questa pratica.
Sono stato all’interno della Mairie circa 30 minuti, senza fare un accenno di coda, trovando sulla mia strada personale mediamente gentile e disponibile, in un’atmosfera ovattata ed elegante da grand hotel.
Per carità, siamo nel XVI, non nelle banlieu, ma ai francesi che si arrabbiano con la loro burocrazia consiglio un giro in una delle nostre anagrafi romane. Capiranno come sia tutto davvero relativo, a questo mondo.
Mission accomplished!