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Poubelle, l'Uomo dei bidoni


Nel linguaggio comune, in francese, il cestino dei rifiuti viene generalmente definito con un termine molto preciso: “poubelle”.

Molti non-francofoni si chiedono perché questo elemento, tanto essenziale quanto anti-estetico dell’arredo domestico ed urbano, sia indicato da una parola che non c’entra nulla con il suo ruolo.

Soprattutto considerando la matrice latina della lingua francese viene spontaneo chiedersi il perché di questa “stranezza”.

La risposta al quesito è molto semplice.

Poubelle è il nome del prefetto del dipartimento della Senna che, nel 1884, decise di rendere obbligatorio in ogni stabile residenziale l’uso di tre contenitori dedicati ai rifiuti.

Con una capacità che andava dai 40 ai 120 litri, già allora era stato deciso di differenziarne i contenuti: il primo era per i rifiuti compostabili, il secondo per la carta e gli indumenti, il terzo per stoviglie e simili.

All’epoca la popolazione di Parigi contava circa due milioni di abitanti e quindi aveva assoluta necessità di un sistema di smaltimento dei rifiuti.

A questa esigenza rispose l’ordinanza di Poubelle, nei confronti del quale non mancarono vivaci proteste, tanto che fu Le Figaro ad iniziare a chiamarle Boîtes Poubelle, perché diventate oggetto di grande discussione pubblica.

Ma chi era Eugène Poubelle?

Questo brillante avvocato era nato a Caen nel 1831, in una agiata famiglia borghese.

Dopo un inizio come docente universitario, nella città natale, a Grenoble ed a Tolosa, venne nominato prefetto, carica che comportava (e comporta tuttora) un grande potere.

Beaux-Arts de Carcassonne - Buste d’Eugène Poubelle - Denys Puech

Poubelle svolse questo incarico in IsèreCorsica, nel Doubs e nelle Bouches-du-Rhône, prima di approdare alla poltrona di prefetto del dipartimento della Senna, quello parigino.

La sua decisione fu accolta con molti mugugni, all’inizio, visti i costi che colpivano i proprietari degli immobili e le abitudini consolidate che, come sempre, sono molto difficili da cambiare.

Fu un ritorno del colera in quel periodo (1892), che gli permise di imporre la sua linea d’azione, non basata esclusivamente sui bidoni dell’immondizia ma anche sull’allacciamento obbligatorio alla rete fognaria (sempre a spese dei proprietari).

La qualità della sua scelta fu infine accettata da tutti, tanto che la denominazione dei bidoni entrò nell’uso comune, diventando di fatto un nuovo sostantivo del dizionario francese.

In ogni caso, si dovette attendere la fine della Seconda Guerra mondiale, per vedere in circolazione i primi mezzi municipali per la raccolta dei rifiuti.

La carriera istituzionale di Eugène Poubelle, in ogni caso, non finì lì.

Fu ambasciatore in Vaticano e diresse per molti anni la Société Centrale d’Agriculture de l’Aude, difendendo attivamente gli interessi dei produttori di vino del Midi francese.

Morì a Parigi nel 1907, il giorno successivo alla Festa Nazionale, e le sue spoglie riposano nel piccolo cimitero di Herminis, vicino a Carcassonne.

A suo ricordo, la Mairie di Parigi ha intitolato una strada del XVI arrondissement, nei pressi del Pont de Grenelle.