Quello che le parole non dicono
https://www.youtube.com/watch?v=IHhCE8ymcLk
L’adolescenza, si sa, traccia un solco preciso nel cammino di ognuno di noi.
Per molti molti anni, i miei Amici sono stati la mia famiglia, le persone con cui ho diviso tutto, in un periodo in cui non c’era molto di materiale da dividere ma tanta generosità, affetto, ideali, spirito di comunità.
Con due di loro, in particolare, ho condiviso una fase cruciale di quel periodo. Due amici con cui suonavo e che sono diventati dei fratelli, per me.
Uno di loro ci ha lasciati troppo presto, ucciso da un tragico destino dall’altra parte del mondo, quando era ancora un giovane uomo, con tutta una vita da realizzare davanti a sé.
E siamo rimasti in due.
Inutile aggiungere che il tempo è passato, la vita ci ha spinto lungo cammini e destinazioni diverse. Ma i rapporti che si vivono in quel periodo della nostra vita sono così radicati e potenti che non muoiono mai.
Per farla breve, in pieno Covid-19 ci siamo sentiti, dopo anni di silenzio, e non c’era molto da dire. Solo da suonare.
Io a casa mia, lui a casa sua, abbiamo registrato questo brano, che avevo scritto nel 1976, “l’atto finale” di una suite che era un po’ il marchio di fabbrica della nostra band.
Un nuovo arrangiamento e mi sono ritrovato improvvisamente con 45 anni di meno sulle spalle, anche se a 350 km di distanza.
Come se ci fossimo ritrovati per le prove in cantina il giorno prima.
Insomma, quasi mezzo secolo dopo, ecco a voi “Technicolor - the final”.
Spero che vi piaccia.
Per me, e forse non solo per me, è la rappresentazione sensoriale di un pezzo indimenticabile (e meraviglioso) di vita.
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Massimo IAMONE : chitarre ed arrangiamento
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Marco BENA : piano e tastiere
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Registrazioni effettuate a Ferney-Voltaire (piano e tastiere) e Torino (chitarre)